Marcello Salvati artista e giornalista

Nella pittura di Carla Icardi coesistono due ambiti linguistici contrapposti, che annodano il loro rapporto sulla dualità esistente tra il mondo reale e quello fantastico. Da un lato Carla Icardi sente il bisogno di consolidare il proprio talento, attraverso una figurazione che affonda la proprie radici nella più pura tradizione realista piemontese, quella cioè legata al paesaggio e alla natura morta. Dalla parte opposta ci ritroviamo, invece, davanti un’artista che non teme di mettere a nudo la propria intimità, creando sulla tela fantasiosi artifici creativi, ad evocare irreali e lontane atmosfere, a confine tra letteratura e teatro.

Se le rappresentazioni figurative più classiche si evolvono verso una percezione dell’esistente sempre più legata ai giochi dei ricordi e della memoria (bottiglie impolverate, vecchi macinini, conchiglie, fiori, frutta), quelle più “fantastiche” indagano l’inconscio e l’Io profondo, qui simboleggiati da maschere della tragedia greca, da parrucche femminili e busti in gesso, intenti a richiamare l’attenzione sulla fragilità, non solo interiore, della condizione umana.

Carla Icardi, nell’esprimere se stessa attraverso il medium della pittura, utilizza con disinvoltura sia l’acquerello che l’acrilico. La sua pennellata è semplice, pulita, luminosa, pregna di un piacevole effetto cromatico verso la realtà raffigurata, mai banale copia di se stessa, ma abile interpretazione del vissuto, riproposto con originale semplicità, attraverso un aereo effetto di trasparenze e luminosità.

Marzo 2004